Beda il dimenticato
La catena di hotel britannica Travelodge tiene meticolosamente conto, ogni anno, di un dato molto particolare: si tratta dei dieci titoli dei libri più frequentemente dimenticati nelle camere dai clienti.

Nella classifica del 2009, compare anche J.K. Rowling con le Fiabe di Beda il Bardo. Il titolo staziona al quarto posto, dietro alle memorie dell’attrice Dawn French (Dear Fatty), mentre al secondo posto si piazza il libro di Barack Obama (Dreams From my Father ) e al primo l’autobiografia della modella Katie Price.
La notizia viene riportata dall’Examiner, che non è in possesso della graduatoria completa ma che rivela comunque altri due titoli dietro a Beda: si tratta di The Appeal, di John Grisham, piazzatosi al settimo posto, e di Michael Jackson: The Magic and the Madness, di J. Randy Taraborrelli, fermo al nono.
Add comment Ottobre 1, 2009
Un quiz per Beda il Bardo
A questo link trovate un simpatico quiz per saggiare la vostra conoscenza delle Fiabe di Beda il Bardo.
ATTENZIONE: purtroppo il quiz è solo in lingua inglese.
Add comment Gennaio 18, 2009
Quattro nuovi video per Beda
Sul sito di Bloomsbury sono apparsi quattro video relativi al lancio edimburghese i Beda il Bardo.
Nel primo la Rowling rilascia una breve intervista,
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nel secondo risponde alle domande dei bambini presenti
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nel terzo firma le copie degli astanti e in fine,
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nel quarto legge la fiaba della Fontana della Buona Sorte
Add comment Gennaio 18, 2009
Un pizzico di femminismo in Beda il Bardo
Molto risalto viene dato alle figure femminili nelle Fiabe di Beda il Bardo.
Anzitutto J.K. Rowling non esita a sottolineare orgogliosamente, per bocca di Silente, che le streghe non hanno mai professato di possedere la Bacchetta di Sambuco, (pg. 123 nota 9), implicando così che si siamo mai interessate a futili questioni di supremazia .
Inoltre, a pg. 12, la scrittrice ci spiega che, a differenza di quanto accede nelle fiabe babbane, nelle novelle magiche “le streghe sono molto piu’ attive nel cercare la propria fortuna”.
Su cinque racconti, tre comprendono protagoniste femminili, per un totale di cinque personaggi. La Rowling esclude espressamente dalla sua visione moderna la pricipessa della terza fiaba, quella destinata alla non certo felice sorte di sposare lo stregone dal cuore peloso e finita per incontrarne una anche peggiore. In effetti la sfortunata ragazza è quella che ricorda più da vicino le nostre fiabe classiche, dove la sorte della principessa di turno è quasi sempre in balia di eventi esterni o di altri personaggi.
Gli altri quattro soggetti femminili si suddividono fra il racconto della Fontana della Buona sorte e in quello di Babbity Rabbity e il ceppo ghignante, dove incontriamo l’Animaga-coniglio che regala addirittura il titolo alla storia.
Asha, Altheida e Amata sono tre streghe che ignorano le proprie potenzialità e si mettono in un cammino che è assieme reale e simbolico ,per trovare all’esterno un rimedio ai loro mali.
La Rowling, come sappiamo, non sceglie mai dei nomi a caso, e anche qui non fa eccezione: tutte e tre le donne racchiudono infatti il loro ‘destino’, o meglio le proprie suddette potenzialità, nei propri nomi.
L’etimologia di Asha, la strega gravemente malata, si rifà infatti a una radice in lingua Swahili che significa ‘vita’. Secondo altre fonti, è riconducibile anche a una radice araba, ma il significato è comunque prossimo a quello appena visto, poiché indica qualcuno che è ‘vivo e vitale’. Come sappiamo, questa strega recupererà infatti una salute perfetta proprio nel tragitto iniziatico all’interno il giardino incantato.
L’etimologia di Altheda è invece più controversa: secondo alcuni ha un significato che richiama i fiori, probabilmente ricavato dalla radice greca althaia che indica la malva selvatica, una pianta dalle note proprietà anti-infiammatorie e caratterizzata da belle corolle di un caratteristico fucsia tendente al viola.
Altri preferiscono ricondurlo alla radice greca di altheia, che significa verità, ma personalmente ritengo questa interpretazione errata e fuorviante.
Secondo me il nome va ricondotto piuttosto ad altheus – che in Greco significa medico, guaritore – proprio perché è l’accezione più vicina alla trasposizione fonetica inglese di questo nome e al ruolo che ricopre questo personaggio nella Fonte della Buona Sorte.
Non è escluso comunque che la Rowling abbia voluto giocare con entrambi il primo e il terzo possibile significato, dal momento che Altheda guarisce l’amica proprio grazie all’utilizzo di erbe.
Infine, l’etimologia latina di Amata è per noi Italiani così ovvia da non dover neppure essere investigata.
Di fronte alle difficoltà loro opposte dal giardino incantato e le conseguenti riflessioni cui esse sono spinte, tutte e tre le eroine riescono finalmente a prendere in mano la propria sorte, realizzando di non aver bisogno di alcun intervento piovuto dal cielo e soddisfacendo da sole i bisogni primari di qualsiasi essere umano: la salute, il mezzo di sostentamento e, last but not least, l’amore
L’ultima protagonista femminile è Babbity Rabbity addirittura un’umile lavandaia che ottiene la salvezza contro le persecuzioni del suo popolo. Qui non è il nome – che fra l’altro riecheggia un traditional scozzese molto conosciuto dai bambini e di cui avremo modo di parlare – a darci indicazioni sulla sua personalità (la Rowling ha confessato al sito Leaky Cauldron che “Babbity Rabbity è il titolo più stupido mai scritto da un essere vivente” e che quando l’ha coniato non aveva idea che avrebbe poi dovuto scriverci sopra una storia, in quanto l’idea del libricino non le era ancora balenata), bensì il modo in cui ella affronta i suoi nemici, e cioè con intelligenza e coraggio, mettendo in scacco e in ridicolo sia il re borioso che lo pseudo-mago imbroglione.
E’ interessante notare che questi tratti ‘femministi’ di autorealizzazione sottolineati dalla Rowling, sono andati evidenziandosi nel corso dell’ultimo secolo anche nelle eroine di un altro famosissimo marchio sforna-favole, forse il marchio più influente nella nostra cultura del fiabesco (per lo meno quella cinematografica): avrete capito che sto parlando della Disney. A questo proposito, se volete approfondire un tale discorso analogico, vi lascio il link a un vecchio articolo che scrissi su FantasyMagazine dal titolo L’evoluzione delle eroine nei cartoni della Disney.
Add comment Gennaio 14, 2009
Pioggia di denaro pro infanzia grazie a Beda il Bardo
In un comunicato stampa appena diffuso, la Salani, casa editrice italiana di Harry Potter, ha ringraziato il lettori italiani per il successo da essi decretato, in poco più di un mese, nei riguardi delle Fiabe di Beda il Bardo. Il libricino di novelle di J.K. Rowling ha raggiunto finora, nel nostro Paese, la ragguardevole cifra di oltre ottantamila copie vendute e poiché ogni copia rappresenta 2,4 euro a favore dell’istituzione benefica Children’s High Level Group (fondata dalla scrittrice e dalla parlamentare europea Emma Nicholson a favore dei bambini disagiati) ne consegue che il tricolore ha già portato nelle casse dell’ente oltre duecentomila euro.
Chiaramente, la pacatezza dell’aggettivo usato sopra è commisurata alla potenza di fuoco dell’autrice britannica, abituata a totalizzare, col suo maghetto, milioni di copie vendute in pochissimo tempo. Per qualsiasi altro autore, raggiungere una cifra del genere in Italia, in un periodo di tempo così esiguo, meriterebbe unicamente l’uso dell’aggettivo ‘fantascientifico’.
Del resto una rapida comparazione con la situazione mondiale è illuminante: nella prima settimana di uscita Le Fiabe di Beda il Bardo hanno venduto oltre due milioni e mezzo di copie, generando oltre quattro milioni di sterline per il Children’s High Level Group e portando il volumetto nel guinness dei primati come libro venduto più velocemente nel 2008.
Add comment Gennaio 14, 2009
Lexicon commenta Beedle The Bard
Il Lexicon, riapparso in Rete qualche giorno dopo l’oscuramento verificatosi all’indomani della sentenza che consegnava alla Warner e alla Rowling la vittoria per il blocco della sua pubblicazione, ha messo on line le prime note a commento di Tales of the Beedle Bard.
Trovate i link nell’apposita sezione di questo blog.
Add comment Gennaio 1, 2009
Copertine
Copertina tedesca

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Copertina francese

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Copertina portoghese

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Copertina spagnola

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Copertina americana

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Copertina britannica

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Copertina edizione limitata Amazon

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Copertina ceca

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Copertina bulgara

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Copertina polacca

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Copertina ungherese

Add comment Dicembre 14, 2008
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